Con l’Assemblea GISCEL del 13 aprile 2018 si conclude il quadriennio della
mia esperienza di Segretario nazionale. E’ stata un’esperienza per me importantissima.Mi ha riportato a contatto con quel mondo della scuola dal quale iniziò il mio contatto con la vita vera, con un lavoro ‘bello e possibile’: le prime supplenze da matricola, poi nel periodo universitario, infine l’abilitazione e la nomina a tempo indeterminato in un Istituto tecnico che, in quegli anni, era una punta di diamante della contestazione a Torino (siamo nel ’68 e dintorni); infine la sofferta – anche se oggi poco credibile – rinuncia per passare all’insegnamento universitario. E ora, mezzo secolo dopo, di nuovo – o ancora? – il contatto diretto con i migliori fra gli insegnanti, i più motivati, i più dinamici, attraverso il GISCEL. Un’esperienza ricca, densa, che mi ha dato mille volte di più di quello che ho dato io al GISCEL. Di questo vi devo ringraziare. Tutti.

In questi anni abbiamo conosciuto lutti tremendi. E’ scomparso il nostro Maestro, Tullio De Mauro; e sono scomparsi altri grandi che, più o meno interni al GISCEL, ne condividevano le idee e gli orizzonti, e lo ‘puntellavano’ dall’esterno: penso a Maria Luisa Altieri Biagi, a Corrado Grassi. Vorrei ripetere con forza quello che ci siamo già detti tante volte: il modo migliore di onorare questi maestri è andare avanti, sulla strada che ci hanno indicato. Ostinatamente. Tenere la barra dritta, anche – e con più convinzione – in tempi difficili, in momenti politicamente e culturalmente avversi (vien da dire ‘come questo’, ma non sappiamo se ne verranno anche di peggiori), e pervicacemente studiare, sperimentare, confrontare; accogliere, valorizzare, incoraggiare. Con molta attenzione per il contesto in cui lavoriamo, l’ambiente in cui crescono i bambini e i ragazzi, le sollecitazioni a cui sono sottoposti. Facile a dirsi, difficile a farsi. Ma insegnare non è mai stato facile. Anzi.

Ripensando a questi quattro anni, da fondamentalmente ottimista quale io sono, vorrei ricordare alcuni ‘punti di forza’ del GISCEL, punti per i quali ho lo scrupolo di aver fatto troppo poco. Li segnalo all’attenzione del nuovo Segretario, confidando nella sua esperienza e saggezza, certo superiori alla mia:
– Il legame con la SLI: Tullio De Mauro ha concepito la SLI come l’humus che conferisce al terreno della didattica le caratteristiche che consentono la coltivazione dell’educazione linguistica democratica; non so se ho fatto quel che dovevo per mantenere stretto il legame GISCEL-SLI (a volte i rapporti fra persone sono difficili, e l’incomprensione è sempre in agguato): di certo è di estrema importanza, per il GICEL e per la SLI. Non dimentichiamo le preziose collaborazioni da tempo istituzionalizzate: dall’incrocio delle partecipazioni agli organismi decisionali sino alla delega al GISCEL delle questioni riguardanti i temi dell’educazione linguistica. E’ un patrimonio troppo prezioso, da salvaguardare e far fruttare, con pazienza e perseveranza.
– Rapporti con le altre Associazioni. Anche qui so di aver fatto qualcosa, ma troppo poco: collaborazioni e confronti su temi di interesse comune – anche con associazioni ‘concorrenti’ – sono però molto importanti, e non possono che dare buoni frutti. CIDI, LEND, MCE e ASLI Scuola sono i nostri ‘cugini primi’. Non dimentichiamo che – per dirla con una formula elementare ma efficace – l’unione fa la forza.
– Gruppi regionali: ho capito che è importante seguirli da vicino, incoraggiarli, affiancarli, valorizzarli, se possibile potenziarli, più e meglio di quanto abbia fatto io. Perché sono loro l’anima pulsante del GISCEL.
– Seminario intermedio e Convegno nazionale: sono i momenti più importanti della vita societaria. E sono un altro tesoro prezioso, da conservare e valorizzare sempre di più: perché qui è il cuore della prospettiva democratica con cui si organizza il rapporto fra ricerca e didattica nel GISCEL.
– Corsi di formazione. La nuova organizzazione voluta dal MIUR, se ben utilizzata, può migliorare qualità e quantità dell’offerta di corsi. La scelta ‘storica’, per certi versi fondativa, dell’esclusione di ogni finalità speculativa dall’organizzazione dei corsi rimane confermata e va confermata, ma si attenua il disagio di non poter rimborsare i costi per l’organizzazione dei corsi (materiale librario e didattico, spese vive). Una prospettiva che credo sarà decisamente positiva quando la procedura arriverà pienamente a regime.
– Il sito. L’ammodernamento di questo mezzo fondamentale di comunicazione ‘orizzontale’ e ‘verticale’ interna ed esterna al GISCEL porta con sé l’acquisizione di un nuovo strumento per la ricerca in educazione linguistica e in linguistica educativa: i testi che costituiscono il nostro patrimonio di pubblicazioni saranno ‘interrogabili’ in modo facile e approfondito. Un aiuto che credo determinante tanto per la ricerca quanto per la didattica.
– Le pubblicazioni on line. La strada delle pubblicazioni tende ormai verso l’open access in tutto il mondo scientifico: avere chiaro questo obiettivo – anche se non lo realizzassimo in tempi brevi, e anche se si pervenisse a una formula mista ‘cartaceo + digitale’ – significherà fare un altro passo non solo verso la piena e facile accessibilità di una quantità via via crescente di studi importanti, ma anche verso una ridefinizione dei rapporti con le case editrici. Potremo forse liberarci dai vincoli che oggi rallentano le attività di ricerca: tempi di pubblicazione, qualità, distribuzione, costi.

Non ho parlato volutamente dei mille problemi che – un po’ improvvidamente – lascio a chi mi succede: vincoli di politica economica per il nostro magro bilancio, mancata crescita delle iscrizioni al GISCEL, difficoltà a farci riconoscere come esperti dal MIUR nelle sedi istituzionali deputate alla revisione delle Indicazioni nazionali, degli esami ecc. Queste omissioni sono tatticamente consapevoli: in momenti come questo è fondamentale che la consapevolezza delle difficoltà sia quantomeno affiancata dalla certezza che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta, per i bambini e i ragazzi delle nostre scuole, per conoscere e ridurre gli svantaggi, per svolgere al meglio la funzione davvero democratica dell’educazione linguistica.

E quella del GISCEL è la strada giusta: ed è quella che indicava già la nostra Costituzione.

Alberto Sobrero