È stato pubblicato pochi giorni fa il sesto volume nella collana I Quaderni del GISCEL; il titolo è Fare scuola con i libri di testo e il sottotitolo “Libri di testo, linguaggi, educazione linguistica”.
Curato da Luisa Amenta e Silvana Loiero, il libro raccoglie le relazioni degli esperti e i molteplici contributi, frutto di riflessioni e ricerca sul campo, presentati nel corso del convegno nazionale dallo stesso titolo svoltosi a Palermo nel novembre 2022.
Già nel 1996 Il GISCEL aveva organizzato, sempre a Palermo, un convegno sui libri di testo. E allora, perché una iniziativa analoga? Il motivo lo ricaviamo dall’introduzione del volume: il libro, come strumento didattico, svolge una funzione estremamente importante a scuola, rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile per insegnanti e studenti e un possibile strumento di aggiornamento delle proprie pratiche didattiche.
Tuttavia, anche se spesso di discute sull’uso e la funzione dei libri di testo, non sembra che gli esiti di tali discussioni siano accolte.
Oggi, a distanza di ventisei anni dal precedente convegno, nonostante i cambiamenti nell’editoria scolastica e l’innovazione sul piano digitale il libro di testo, pur continuando a svolgere un ruolo fondante, non sembra sia stato materia di particolari ripensamenti.
Ecco perché il GISCEL ha ritenuto importante continuare a discutere intorno a quest’oggetto didattico, la cui scelta e il cui uso presuppone un’adeguata formazione.
Sfogliando le pagine del volume, si trovano interessanti esperienze di ricerca legate alla comprensione dei testi e alle difficoltà relative, ad esempio, alla presenza delle inferenze e ai meccanismi di coesione testuale o alla densità (in particolare, quest’ultima, nei libri di matematica); ma si trovano anche tematiche diverse come quella legata al contrasto ai fenomeni d’odio discorsivo o alla questione di genere. Non vogliamo elencare tutti i contributi: aggiungiamo a quanto detto soltanto altri pochi esempi relativi alla didattica dell’ortografia e della scrittura, al libro per apprendenti non italofoni o con bisogni comunicativi complessi. E, ancora, citiamo le comparazioni tra modelli di educazione linguistica dei libri di testo di italiano nella scuola primaria e secondaria di primo grado e l’analisi comparativa dei modelli di educazione linguistica dei libri di testo di altri Paesi.
In particolare, vogliamo soffermarci su uno specifico tipo di contenuti che lettrici e lettori troveranno nel volume, dal momento che rispetto alla ricchezza del temario del convegno, si nota una focalizzazione sul versante della grammatica. Certamente essenziale nel configurarsi delle lingue, la grammatica gioca un ruolo significativo anche nell’apprendimento di ogni lingua. Ciò che gli atti del convegno consegnano al lettore è una visione polarizzata verso questa dimensione. Molti interventi, infatti, sono stati volti a rintracciare quali visioni di grammatica offrono i libri di testo e se esiste un modello di grammatica che possa essere più funzionale all’insegnamento. Ciò ci induce a ritenere che il rapporto tra libro di testo e insegnamento della grammatica appare ancora un nodo irrisolto.
In questa prospettiva, ci sembra opportuno chiederci quanto siano rimasti inascoltati alcuni principi delle Dieci Tesi, dal momento che l’approccio alla grammatica sembra essere per lo più di tipo tradizionale con poco spazio per varietà che non siano quella standard, con tipologie di esercizi che non stimolano la riflessione degli alunni ma rimangono ancorati ad una norma da applicare.
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