La grammatica al posto d’onore: in che senso?
Maria G. Lo Duca[1]
È ormai noto a tutti come la grammatica, nel suo senso ristretto di morfo-sintassi, riceva un trattamento di tutto rispetto nelle Nuove Indicazioni (d’ora in poi NI)[2], o almeno così pare. La disciplina chiamata Italiano (Lingua e letteratura) è infatti introdotta da un paragrafo dal titolo Perché si studia l’italiano, in cui si annuncia un “cambiamento di prospettiva” che pone “al centro dell’apprendimento” proprio la grammatica, cioè quell’insieme di “meccanismi strutturali che regolano il funzionamento della lingua”. E subito dopo si stabilisce una contrapposizione netta tra le regole e la sintassi da una parte, e “un’idea di lingua come fenomeno spontaneo” e “troppo concentrata sulle varietà d’uso” (p. 68) dall’altra. Ho già commentato[3] questa strana contrapposizione, che non tiene conto del fatto che neppure la lingua spontaneamente utilizzata dai parlanti nelle molte varietà d’uso può fare a meno di regole e di sintassi. Comunque colpisce, in questo primo paragrafo, il richiamo quasi ossessivo alle regole della grammatica (pp. 68-69).
Sul come fare grammatica si suggerisce di “iniziare la riflessione sulla lingua partendo dagli usi comuni” (p. 70). Poco dopo si ribadisce che “in fase di avvio, la individuazione delle regole grammaticali deve svilupparsi partendo dalla osservazione di testi orali o scritti” (p. 72), “mediante un processo di osservazione induttiva di dati e la manipolazione di espressioni linguistiche” (p. 73). È un suggerimento che andrebbe accolto da tutti i docenti, e non solo “in fase d’avvio” ma in tutto il percorso scolastico. Manca però un esplicito richiamo al fatto, tutt’altro che secondario, che tale processo di osservazione dovrebbe coinvolgere non solo i dati esterni, la lingua che sentiamo usare intorno a noi o che leggiamo nei testi scritti, ma anche i dati interni, cioè la nostra naturale competenza linguistica e metalinguistica, che andrebbe interrogata ed esplorata nei modi più opportuni[4].
Per quanto riguarda la selezione dei contenuti e la loro messa in sequenza dalla primaria alla secondaria di I grado, i suggerimenti delle NI sono vaghi e spesso poco chiari, a volte non condivisibili, a volte reticenti. Alcuni punti fermi del documento sono comunque i seguenti. Fino alla classe terza della primaria l’attenzione è tutta rivolta all’ortografia, ai segni interpuntivi e al paradigma verbale (p. 71). Gli obiettivi da perseguire entro la quinta classe della primaria (p. 72) accorpano la grammatica e il lessico, ponendo al centro dell’attenzione, come da tradizione, le classi di parole, mentre di sintassi si parla soprattutto in relazione alla scrittura (pp. 70, 73), con rapidissimi rimandi alla “organizzazione logico-sintattica della frase semplice” (p. 70), e la raccomandazione di “insistere sul valore del verbo come chiave per cogliere la struttura della frase” (p. 73). Infine, entro il termine della classe terza della scuola secondaria di I grado (p. 75), l’attenzione si focalizza sull’analisi della frase semplice e sulla struttura della frase complessa, velocemente descritte con diciture per lo più vaghe, a meno che non si tratti del segno interpuntivo delle virgolette, di cui si elencano tutte le opzioni. I temi sono assunti in parte dalla tradizione (“saper trasformare le frasi in interrogative, dirette e indirette”, p. 73), in parte dalla grammatica e dalla pragmatica moderne (“riconoscere … la gerarchia dei costituenti”, “esaminare le funzioni degli atti linguistici: funzioni illocutorie… perlocutorie”, ivi).
In estrema sintesi, le debolezze del documento in fatto di grammatica sono la genericità degli indici, la mancata o insufficiente progressione dei temi, la prudenza nelle scelte tra vecchio e nuovo, forse dettata dall’intento di non scontentare nessuno. Adesso tocca agli insegnanti sfruttare tali debolezze per costruire dei curricoli realistici, dettagliati, calibrati sulle possibilità linguistico-cognitive degli allievi. Basterebbe partire da quanto è già stato fatto e reso disponibile in fatto di curricolo e di ricerca didattica[5] e dalle specificità dei territori e delle classi. Ma è un compito tutt’altro che facile (per un commento puntuale delle NI e per esempi di percorsi praticabili si veda la versione estesa in PDF di questo intervento, scaricabile qui.
[1] Università degli Studi di Padova.
[2] In questo intervento si fa riferimento (anche nel rimando alle pagine) alla versione ufficiale del documento, approvato con Decreto ministeriale del 9 dicembre 2025, n. 221, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 21 del 27 gennaio 2026. È reperibile all’indirizzo
[3] Lo Duca M. G. (2025), “L’italiano e il “cambiamento di prospettiva” nelle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo”, in Linguisticamente: https://www.linguisticamente.org/litaliano-e-il-cambio-di-paradigma-nelle-nuove-indicazioni-nazionali-per-il-curricolo/; Lo Duca M. G. (2026), “A proposito di “spontaneità” nelle Nuove Indicazioni”, in Insegnando italiano:
https://www.insegnandoitaliano.it/2026/05/20/a-proposito-di-spontaneita-nelle-nuove-indicazioni/.
[4] Ho più volte illustrato questa metodologia della scoperta, che ho testato attraverso ricerche specifiche e sperimentazioni nelle classi. In questa sede mi limito a ricordare “Riflettere sulla lingua nella scuola primaria: le “domande” dell’insegnante”, in Setti R. (a cura di), Per una didattica della parola: ascoltare, parlare, leggere e scrivere nella scuola primaria, Franco Cesati Editore, Firenze, 2021, pp. 41-59.
[5] Fornara S., Demartini S. (a cura di) (2014), La punteggiatura dei bambini. Uso, apprendimento e didattica, Carocci, Roma.
Giunchi P., Roccaforte M. (2021), La grammatica tra acquisizione e apprendimento. Un percorso verso la consapevolezza linguistica, Carocci, Roma.
Lo Duca M. G., Provenzano C. (2012), A partire dalla frase… Sillabo di riflessione sulla lingua per la scuola Primaria e Secondaria di I grado, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, Bolzano:
Lo Duca M. G. (2018), Viaggio nella grammatica. Esplorazioni e percorsi per i bambini della scuola primaria, Carocci, Roma.
Ujcich V. (2020), Grammatica dei bambini: le parole, Carocci Faber, Roma.
Ujcich V. (20202), Grammatica e fantasia. Percorsi didattici per l’uso dei verbi nella scuola primaria, Carocci Faber, Roma.
Ujcich V. (2021), Grammatica dei bambini: la lingua, Carocci Faber, Roma.
Vedovato D., Zanette V. (2021), Grammatica dei bambini: la frase, Carocci Faber, Roma
