Le nuove frontiere dell’educazione linguistica

di Emanuela Piemontese

Roma, Biblioteca Nazionale. 25 novembre 2017

Nel 2017 sono state numerose le occasioni in cui è stato sottolineato il ruolo di Tullio De Mauro nella nascita, nello sviluppo e nella vita di molte associazioni di insegnanti italiani. Sono associazioni la cui ragione sociale è inscritta, più o meno esplicitamente, nel loro stesso acronimo. In modo particolare le associazioni oggi qui rappresentate (Cidi, Lend. Mce, Giscel) hanno nel loro DNA un obiettivo comune che è quello democratico di innalzare il livello culturale, civile e politico del nostro paese attraverso la scuola e l’università. Non a caso nello statuto di queste associazioni tornano significativamente le stesse parole chiave:
• scuola democratica, cultura come strumento di emancipazione e di libertà, il richiamo dell’art. 3 della Costituzione (Cidi);
• insegnamento nella scuola in funzione della formazione democratica e civile del cittadino in un’ottica multiculturale (Lend);
• promozione di competenze e la formazione alla cittadinanza (Mce);
• studiosi di linguistica e insegnanti, interessati agli studi e alla pratica educativa nel settore dell’educazione linguistica che lavorano per una scuola democratica (Giscel) e che hanno nelle Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica la loro guida teorica, metodologica e applicativa per attuare davvero il dettato costituzionale dell’art. 3 e dell’art. 34 della nostra Costituzione.
Tutta l’attività di Tullio De Mauro, sia nel campo degli studi teorici sia in quelli più pratici ed applicativi (anche delle associazioni), è stata sempre guidata dal suo impegno civile e politico, il cui obiettivo era, in sostanza, la crescita della cultura nel nostro paese. Cultura intesa qui non in senso strettamente umanistico e scientifico, ma nel senso che, scrive De Mauro, gli etologi e gli antropologi avevano contribuito a chiarire e a definire. E cioè cultura come “complesso di elaborazioni, condizionate dal patrimonio genetico di una specie vivente, nascenti dal rispondere ai bisogni che quella specie trova sul suo cammino” (De Mauro, La cultura degli italiani, a cura di F. Erbani, 2004: 7). Vale a dire mettere tutti i cittadini nelle condizioni di saper elaborare, condividere e contribuire a migliorare le risposte ai bisogni personali e della collettività. E così partecipare in modo pieno e consapevole alla vita politica, civile e culturale della società.

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