Nel prendere atto della relazione e del saluto con cui Alberto Sobrero si congeda dal Giscel nella sua veste di Segretario Nazionale, come socia tra le più antiche credo di interpretare il sentimento mio e di tanti altri amici e sodali ringraziando Alberto per  avere retto le sorti della nostra associazione per un lungo e faticoso quadriennio, in modi sempre rispettosi verso tutti ma saldi sui principi.
Sono stati anni duri per tutti sul piano dei sentimenti personali e sul piano associativo. Non devo rievocare le perdite di coloro che, con estremo rispetto, Alberto chiama a ragione i nostri maestri.

Di questi non posso dire ancora nulla per motivi che tutti comprenderanno. Ciò che Alberto non fa e non può fare e non può dire spetta a me dirlo a chiare lettere: Alberto Sobrero stesso è stato e continua ad essere un maestro per il Giscel, per ciò che ha prodotto sul piano scientifico – ricordo ad esempio la sua Introduzione all’italiano contemporaneo – vol- 1 Le strutture e vol. 2 La variazione e gli usi – su cui tanti fra noi sono ritornati nel tempo per capire le dinamiche dei cambiamenti linguistici e per ciò che ha compiuto sul fronte dell’educazione linguistica.

Alberto Sobrero condensa nella relazione e nel saluto, in poche e sagge parole, l’essenza del Giscel: “Tenere la barra dritta […] e pervicacemente studiare, sperimentare, confrontare; accogliere, valorizzare, incoraggiare. Con molta attenzione per il contesto in cui lavoriamo, l’ambiente in cui crescono i bambini e i ragazzi, le sollecitazioni a cui sono sottoposti”. Sono parole che indicano la strada da seguire per il futuro. Per questa indicazione operativa che consegna alla Segreteria entrante dico ad Alberto grazie: grazie per tutto quello che ha fatto, detto e scritto.

Il Giscel ha avuto Sobrero come guida negli anni 1982-1984, in cui le condizioni di contesto operavano a favore delle spinte inclusive, e nel quadriennio 2014-2018, in cui c’è stato e c’è bisogno di riaffermare le ragioni dell’inclusione e dell’uguaglianza, quelle perseguite fortemente da Tullio De Mauro e, ancor prima, da don Lorenzo Milani. Con l’esempio e le parole di congedo, Alberto mostra al Giscel la via su cui deve proseguire con tenacia: la via dello studio e dell’intervento per rendere effettiva l’educazione linguistica democratica.

Le parole di Alberto risuonano piene di significato perché egli incarna, si è nutrito e si nutre di educazione linguistica democratica. Scorrono nelle sue vene i sensi delle parole uguaglianza delle opportunità educative per tutte e tutti, democrazia, educazione alle lingue e ai linguaggi. Egli ci ricordi queste parole nel giorno del congedo da Segretario nazionale e, nel ringraziarlo ancora una volta, lo prego vivamente di continuare a ricordare a tutti noi queste parole per dare il senso del nostro passato e una speranza al nostro futuro.

Salerno, XX Convegno nazionale Giscel, 13 aprile 2018.

Silvana Ferreri