Un saluto affettuoso e commosso per Luca Serianni, (scritto da Alberto Sobrero a nome del GISCEL tutto).
Abbiamo perso Luca Serianni, in un modo che verrebbe spontaneo definire banale, e che perciò ci lascia ancor più attoniti. Abbiamo perso un amico, una persona discreta e schiva ma anche leale e coerente come se ne trovano raramente, quanto meno in ambiente universitario, e insieme uno studioso raffinato come pochi, un linguista che ha studiato a fondo testi e teorie ma si è anche ‘sporcato le mani’ impegnandosi in prima persona in tutte le sfaccettature della realtà in cui la lingua svolge un ruolo di primo piano. Senza partigianerie aprioristiche, senza battaglie in campo aperto: sempre con le armi della riflessione, del dialogo, del dubbio fecondo. E con queste armi, e con una disarmante esposizione in prima persona, si è avvicinato da tempo al campo dell’educazione linguistica, ponendosi interrogativi seri e proponendo risposte meditate: che vuol dire, fra l’altro, aprendo dibattiti e accettando contradditori, senza preclusioni ideologiche. Direi: non solo un grande esperto ma anche un grande amico dell’educazione linguistica. Amico conosciuto e amato, proprio per avere contribuito a ridare importanza e dignità a un insegnamento della lingua del quale finalmente anche in ambienti ad alto potere decisionale, grazie a lui, si è vista la centralità, nella formazione della persona. In questo lo abbiamo sempre sentito molto vicino al GISCEL, forse più di quanto lui stesso pensasse. E anche per questo, oltre che per l’affetto a una persona cara, per bene (si può ancora dire?), impegnata, di grande intelligenza, sentiamo oggi una tristezza infinita.
Ciao, Luca. Tutto il GISCEL si stringe a te, con l’ammirazione e l’affetto di sempre.
21/07/2022

Chiarissimi Prof,
sono stata al saluto del “Maestro” Luca Serianni e con profondo dolore e commozione la sua ultima lectio, era affollata come quando noi studenti e studentesse riempiva o l’aula per prendere gli appunti. Io venivo da Latina e il treno era sempre in ritardo e gli appunti ho imparato a prenderli in piedi. Era cordiale, come tutti i grandi e le grandi Professoresse. Un docente che come i re taumaturghi chiariva è ampliava rasserenandomi i concetti a me oscuri che nei testi potevano leggersi. Comprendere, ragionare e ricordare erano atti di apprendimento che compivo. Leggere, scrivere, argomentare è ciò che insegno. I consigli del Professor Luca Serianni sono sempre stati validi. Sia quelli appresi a lezione che dopo la laurea studiati sui suoi saggi, i suoi interventi alla “Vincenzo Tandoi” attraverso le sue pubblicazioni, i video, le interviste. Anche il Ricercatore Prof. Marcello Nobili, ho letto, è attonito. Doveva inserire il suo intervento d’apertura aicc ed ora non c’è più. Non eravamo pronti.. I Prof dovrebbero essere longevi, quasi immortali come gli dei dell’olimpo, giganti. Restano i suoi Dottori di Ricerca, la sua famiglia, i suoi manuali.
Non so se esista il Paradiso ma se c’è io credo che il suo posto sia lí.